Le cravatte sono accessori particolarmente distintivi dell'uomo, dietro ai loro colori, alla loro forma ed ai loro disegni si nascono diversi significati. Troverete qui di seguito alcune delle informazioni più importanti da tenere in considerazione scegliendo una cravatta.

-- Regimental --

Le cravatte Regimental non devono essere confuse con le cravatte a righe. Dal punto di vista estetico pare non ci siano troppe differenze, ma i significati lo sono e completamente.

Le cravatte regimental sono originarie dei club e dei college inglesi, come visto nella pagina relativa alla storia della cravatta. Indossare una cravatta con i colori di un reggimento, di un college o di un club è indice di appartenenza a tali istituzioni. Gli stranieri comprano questo genere di cravatte senza conoscerne il significato: è tuttavia da tenere in considerazione l'imbarazzo che potrebbe crearsi se un italiano incontrasse un socio d'affari inglese e sbagliasse cravatta utilizzando colori di un famoso club di cui non è affatto membro, magari a differenza della controparte inglese.

Gli inglesi conoscono molto bene i colori utilizzati dai club, pertanto il rischio di fare una gaffe, soprattutto in Gran Bretagna, è piuttosto alto.

-- Colori e significati --

Nel 1700, presso le corti, l'antenata della cravatta stava crescendo evolvendosi in modo molto particolare. Si attraversava un'epoca ricca di merletti e cominciavano ad apparire fiocchi azzurri e gialli. Questi colori avevano un prodondo significato, l'azzurro era sinonimo di nobiltà, la seconda rappresentava il potere. Pensate che in Cina chi osava sfoggiare il giallo veniva addirittura decapitato.

Vari esperti si sono cimentati in studi più o meno seri relativi alla cravatta: ne risulta che la cravatta riveste il ruolo di bandiera esibita dall'uomo per comunicare le proprie emozioni ed i propri desideri, di essere, di apparire. I grandi decisionisti si riconoscono dai motivi rigati, i dipolomatici di alto livello privilegiano i modelli con stampe griglia di staffe e catellenlle. la cravatta nera è tipica di personaggi abituati alle tenebre e che non vogliono comunicare nulla di sè, spiazzando così l'interlocutore. Molti rampanti banchieri di Wall Street optano invecer per il giallo acidulo della "power tie". Gli altri scivolano su tranquilli beige. I "polka dot", quelli che volgarmente chiamiamo pois, sono un melange fra chi non vuole svelarsi ma desidera emergere facendo contenti tutti. Infine i modelli "conversational" ovvero creati per favorire l'approccio: esempi immediati sono i piccoli disegni che riproducono un hobby, come le forbici per il giardinaggio, le pipe per i fumatori o i collezionisti, le automobiline e via dicendo. Da qualche metro non si distinguono i disegni, ma una volta vicini saltano all'occhio. E possono diventare motivo di scambio di vedute, magari con la semplice domanda di una signora come "per quale motivo ha fatto questa scelta?".

-- Nodi --

In aggiunta alle fantasie vanno tenuti in considerazione anche i nodi. Il nodo grosso è tipico di chi ha una sessulità esuberante, aggressiva e volgare molto spesso; il mezzo Windsor si rtrova al collo di persone equilibrate, ricercate e di classe che hanno con la partner un'intesa armoniosa; lo scappino è il preferito di programmatori, ragionieri, coloro che decidono il sesso a tavolino, quante volte, dove, come; pericoloso il nodo alla marinara intrecciato tre volte, grosso e piatto, modello "Silenzio degli Innocenti", 99 su 100 è al collo di un maniaco. Il sadomaso invece adora cravatte sottili, a cappio, magari addirittura in cuoio. Il terzo sesso si riconosce per l'uso di nodi tradizionali sdrammatizzato e ricercato, un po' storto da una parte o con citazioni a vecchi attori del passato.

-- Colori --

Infine rimangono i colori:

  • rosso = playboy, infedele incallito
  • azzurro = nobiltà, disponibilità e rilassatezza
  • blu = poca fantasia
  • verde = riposante, tranquillo, è scelto dai politici centristi

Insomma la cravatta comunica continuamente, eliminarla sarebbe un po' come smettere di parlare. David Nieven diceva "Ditemi che ho sbagliato una battuta, na non che ho sbagliato cravatta" e, considerato che possedeva tre stanze zeppe di cravatte, sicuramente aveva una precisa idea di ciò di cui parlava.

 

 

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