Completi Kiton (Napoli)

Belvest (Venezia)

 

In linea generale bisogna considerare molto ampia la differenza fra lo stile inglese e quello italiano. Le differenze sono legate a questioni culturali, storiche, quel "qualcosa" che fa parte di ognuno di noi per ragioni familiari e personali.

Proprio da tutto questo ha origine la grande differenza fra l'eleganza all'inglese e quella all'italiana. Da una parte abbiamo il "low profile" tipicamente british, esasperato sino alla negazione di se, dall'altra la voglia di protagonismo tutta italiana in cui appparire...è fondamentale.

L'inglese, con il proprio abbigliamento, vuole comunicare il proprio status, la propria appartenenza ad un ceto, ad una classe, ad una famiglia. Indossa gli stessi abiti del padre o, addirittura, del nonno, perché questa è la tradizione. E la tradizione è più importante di tutto. "Noi che indossiamo abiti di Savile Row" questa pare la dichiarazione di ogni inglese tradizionalista.

L'italiano, invece, da libero sfogo al proprio gusto personale, vuole fare mostra di se, di ciò che ha fatto ed ottenuto, sia questo reale o pura apparenza. Il suo abito deve mettere in evidenza la sua persona, la sua unicità. L'inglese vuole essere semplicemente vestito nel modo giusto, l'italiano vuole essere elegante.

Il capo italiano deve essere elegante e ciò significa fine, raffinato, esclusivo, del colore giusto, del tessuto migliore, di fattura impeccabile.

Questa è una parentesi necessaria per trattare l'alta sartoria italiana, perché dietro ad ogni taglio e ad ogni scelta esiste una motivazione, un'emozione, uno scopo preciso.

 

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